Il gradiente termico verticale sulle Alpi: i casi di Cervinia e Zermatt

In montagna, la temperatura dell’aria diminuisce con l’aumentare della quota: si ma di quanto? Il valore generale di -0,6 °C ogni +100 m di quota è sempre valido? Vediamo i casi di Cervinia e Zermatt

Introduzione

La temperatura dell’aria è tra i più importanti elementi del clima e gioca un ruolo decisivo in molti processi fisici, chimici e biologici, così come in quasi tutte le attività della nostra vita: ne sono una prova gli effetti, quasi sempre sottovalutati, dell’aumento delle temperature causati dall’attuale riscaldamento globale (La grande cecità).

Al fine di stimare la temperatura in alta montagna, là dove non è presente una stazione, è possibile fare riferimento al gradiente di temperatura. La regola generale ci dice che la temperatura dell’aria in libera atmosfera diminuisce con l’aumentare della quota di circa 0,6 °C ogni 100 metri. Questo gradiente è però riferito alla libera atmosfera e può essere significativamente diverso dal gradiente presente in prossimità della superficie terrestre, qui indicato come Gradiente Termico Verticale (GTV).

Cerchiamo di capirne un po’ di più con dei dati reali, acquisiti in due bacini alpini famosi e molto frequentati: la conca di Cervinia e l’alto vallone di Zermatt. Le due domande a cui rispondere sono:

  1. Ѐ possibile quantificare con un elevato livello di accuratezza il GTV nelle aree di montagna?
  2. Ѐ possibile utilizzare il GTV per estrapolare la temperatura dell’aria nelle aree di montagna?

Area di studio

L’area di studio scelta per questa indagine è localizzata a cavallo tra l’Italia e la Svizzera, ai piedi della maestosa piramide del Cervino e si suddivide in due zone: la conca di Cervinia e l’alto vallone di Zermat. In questo settore alpino vi sono diverse stazioni meteorologiche, vi è la presenza di tutte le fasce altitudinali proprie degli ambienti alpini: dai fondivalle alle creste innevate, dalle aree intensamente antropizzate ai ghiacciai. La valenza paesaggistica e la storia secolare qui presenti fanno di quest’area una delle principali mete turistiche di tutte le Alpi.

Dati e metodi

Per questa indagine sono state prese in considerazione 6 stazioni meteorologiche ritenute rappresentative per posizione geografica, periodo di osservazione e qualità dei dati (Figura 1 e Tabella 1). Di queste 6 stazioni, 4 sono ubicate all’interno della conca di Cervinia e 2 sono ubicate nell’alto vallone di Zermatt. Per avere un’idea dell’ambiente presente nella conca di Cervinia è possibile osservare le immagini delle webcam di Plateau Rosà e di Plain Maison; per l’alto vallone di Zermatt invece, consultare la webcam al Gornergrat e quella di Zermatterhof.

Le due stazioni CER e ZER sono stazioni di fondovalle, le stazioni di MUR e GOI sono posizionate a quote simili ma su versanti opposti, inoltre GOI è situata in prossimità di un invaso artificiale avente un’area di circa 0,5 km2 che, durante il periodo estivo-autunnale, può svolgere una funzione di volano termico mitigando le temperature. GOR è l’unica stazione di vetta e, proprio per questa sua caratteristica, risente più delle altre dell’influenza dei venti sulla temperatura.

Per le 6 stazioni considerate si sono scaricati i dati orari istantanei, cioè i dati acquisiti alla scadenza dell’ora espressa in UTC, disponibili nei portali web del Centro Funzionale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e di Meteo Svizzera. Il periodo indagato va dal 2014 al 2024.

Risultati

I dati esposti confermano una significativa variabilità spazio-temporale del GTV nella conca di Cervinia e nell’alto vallone di Zermatt. Un esempio è riportato in Figura 2. Questa situazione è presente anche in altre aree montuose alpine e non solo. Valori compresi tra 0,2 °C/100 m e 1,0 °C/100 m di GTV sono del tutto normali in un contesto ambientale caratterizzato da fondivalle, versanti esposti a bacìo e a solatìo, creste e vette, differenti coperture vegetali, presenza di ambienti montani, alpini, glaciali e periglaciali. In alcuni casi possono esserci anche valori negativi dovuti all’inversione termica locale. Per le sue caratteristiche sito-specifiche, il GTV va calcolato tenendo in considerazione tutte queste variabili.

Figura 2 – Gradienti termici verticali medi mensili con esclusione dei valori negativi (GTV), calcolati per il dì (linea arancione) e per la notte (linea blu), per il confronto GOI-CIM (periodo 2014-2024). Per le sigle delle stazioni consultare la Tabella 1.
  1. Ѐ possibile quantificare con un elevato livello di accuratezza il GTV nelle aree di montagna? Si, è possibile, bisogna però valutare bene le condizioni ambientali dell’area o del bacino in cui è necessario avere questo parametro attraverso indagini specifiche. Per poterlo fare ed ottenere dati accurati è necessario fare riferimento a coppie di stazioni distanti tra loro in linea d’aria non più di 3000-4000 metri e che presentano differenze di quota comprese tra 100 e 500 metri.
  1. Ѐ possibile utilizzare il GTV per estrapolare la temperatura dell’aria nelle aree di montagna? Qui il discorso si fa più complicato: in questi casi estrapolare un dato significa applicare un GTV presente al di sotto o al di sopra del transetto altitudinale indagato. Se il punto di interesse è ad una quota superiore o inferiore di non più di 100 metri dalle quote delle due stazioni utilizzate, il dato estrapolato può considerarsi accurato, in caso contrario si otterrebbe un dato poco accurato e, come succede sempre in questi casi, sarebbe meglio fare riferimento al gradiente generale di 0.6 °C/100 metri.

Conclusioni

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di effettuare un piccolo studio, a scala locale, finalizzato a calcolare il GTV. L’obiettivo principale è stato quello di verificare quanto i dati reali si discostano dal valore generalmente utilizzato di 0,6 °C/100 metri. L’indagine è stata eseguita applicando una metodologia semplice e consolidata.

L’elevata variabilità nel tempo e nello spazio del GTV e la non linearità della diminuzione della temperatura all’aumentare della quota, sono le due caratteristiche più importanti di questo parametro, che lo rendono molto locale, temporaneo e spesso significativamente distante dal valore generalmente utilizzato di 0,6 °C/100 metri.

Sulle Alpi la temperatura è in aumento (il CLINO 1991-2020 nelle Alpi), anche in alta quota (Osservatori di alta quota): acquisire ed elaborare dati in maniera continuativa e con metodi standardizzati ci consente di comprendere il clima del recente passato e quello attuale, definendo scenari futuri sempre più accurati.

Le considerazioni sopra riportate non hanno la pretesa di essere esaustive: ulteriori indagini possono confermare o modificare le indicazioni qui riportate. La ricerca scientifica procede così, a piccoli passi e senza certezze assolute.

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IMPORTANTE
Per dettagli e chiarimenti su questo e altri articoli della serie “report climatici” consulta la pagina “Introduzione“.

RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia il Centro Funzionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Ufficio federale di meteorologia e climatologia di Meteo Svizzera per la messa a disposizione in rete ed in forma gratuita dei metadati e dei dati meteorologici attraverso i loro portali pubblici.

DOWNLOAD REPORT INTEGRALE

 


Immagine in evidenza: Vista panoramica dell’alto bacino del torrente Marmore, ripreso da un punto panoramico sopra l’abitato di Chamois, il 29/07/2025 alle ore 10:00 UTC+2 (fonte https://chamois.panomax.com/). Sullo sfondo il Cervino.

 

 

 

About the author

Guido Nigrelli, naturalista.
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