Antropocene

Cosa significa, quando iniziò, dove ci porterà. Appunti e approfondimenti per capire meglio che strada stiamo percorrendo…

08/12/2020

“Considering these and many other major and still growing impacts of human activities on earth and atmosphere, and at all, including global, scales, it seems to us more than appropriate to emphasize the central role of mankind in geology and ecology by proposing to use the term “anthropocene” for the current geological epoch.”

Era il maggio del 2000, quando sulla newsletter dell’International Geosphere-Biosphere Programme, Paul Crutzen e Eugene Stoermer pubblicano un articolo dal titolo “The Anthropocene”. Nell’articolo si propone per la prima volta l’utilizzo del termine Antropocene per definire l’attuale epoca geologica. Il termine viene subito accettato e largamente utilizzato, anche se il dibattito sull’inizio di questa epoca è tuttora aperto (Lewis e Maslin, “Defining the Anthropocene”, Nature, 2015).

Significato del termine Antropocene

Antropocene  è una parola composta dalle parole greche “uomo” e “recente” (Lewis et al. 2019). Antropocene è il termine utilizzato per identificare l’attuale epoca geologica. Un’epoca profondamente condizionata dall’uomo che, con le sue molteplici attività, è riuscito a modificare l’ambiente e il clima dell’intero pianeta Terra. Queste modificazioni a scala globale non sono state migliorative, anzi, proprio il contrario.

Quando iniziò l’Antropocene?

The Great Acceleration by futurearth

Come accennato in precedenza, il dibattito sull’inizio di questa epoca è tuttora aperto. Alcuni autori fissano l’inizio dell’Antropocene a circa 10.000 anni fa, quando l’uomo passò da nomade cacciatore-raccoglitore a stanziale agricoltore-allevatore. Con l’agricoltura, i paesaggi terrestri cambiarono e il clima della Terra divenne più stabile.

Altri autori ritengono che il punto di svolta avvenne verso i primi anni del 1500, quando vi fu il cosiddetto “scambio colombiano” e cioè quando, una volta scoperta l’America, gli scambi fra il vecchio e il nuovo continente iniziarono a diventare sempre più frequenti e numerosi. il commercio fra i due continenti diede all’economia e alle società che si andavano sviluppando connotazioni più globali.

La tesi maggiormente diffusa sembra però essere quella che vede iniziare l’Antropocene nella seconda metà del Settecento, in modo lento, con l’avvento della macchina a vapore e della rivoluzione industriale. Dopo la Seconda guerra mondiale il modello si impone rapidamente fra i maggiori Paesi industrializzati del mondo, proseguendo tuttora con ritmi oramai non più sostenibili. La grande accelerazione dei processi che governano il Sistema Terra provocata dalle attività umane dal 1950 in avanti è forse l’aspetto più importante e preoccupante dell’Antropocene. Per approfondimenti sull’argomento valide letture sono: The trajectory of the Anthropocene: The Great Acceleration e The emergence and evolution of Earth System Science.

Infine, altri autori vedono l’Antropocene come una sequenza cronologica delle tappe sopra riportate, ognuna delle quali con peso e impatti sempre maggiori sul Sistema Terra.

Dove ci porterà l’Antropocene?

Steffen W. et al. (2018) – Trajectories of the Earth System in the Anthropocene. PNAS, 115, 2018, accesso libero

Non buone notizie: il modello di sviluppo dell’Antropocene non è più sostenibile, anzi non lo è mai stato. La stabilità e la resilienza del Sistema Terra sono in grave pericolo. In un interessante articolo pubblicato su PNAS nel 2018, Will Steffen e coautori mettono in evidenza come si sia vicini ad una soglia planetaria e come sia necessaria una azione globale da parte dell’uomo per allontanare il Sistema Terra da questo grave punto di non ritorno. Importanti iniziative in tal senso sono riportate su questo sito nell’articolo I 17 goals della nostra vita.

Gli sforzi fatti dai “sapiens scienziati” di tutto il mondo per oltre mezzo secolo, al fine di sensibilizzare i “sapiens governatori” verso nuovi modelli di sviluppo non hanno dato i risultati sperati. In questi ultimi decenni sono stati  pubblicati migliaia di libri, articoli e report sull’argomento. La ricca produzione scientifica ha messo in evidenza il problema e, soprattutto, ha indicato la soluzione. La soluzione è che bisogna adottare un nuovo modello di sviluppo globale che soddisfi la crescita delle società umane e che mantenga il sistema terrestre in uno stato resiliente. La soluzione dunque esiste e non è poco, bisogna metterla in pratica, è difficile ma non impossibile. Se non lo facciamo ci autoestingueremo, fra quante generazioni difficile ipotizzarlo, ma sarà così.

Per applicare questo nuovo modello di sviluppo e garantirci un futuro è necessario cambiare radicalmente i nostri stili di vita. Il raggiungimento di una buona qualità della vita da parte di tutti gli esseri umani non implica necessariamente che ci debba essere una crescita illimitata e uno smisurato consumo di risorse. È possibile crescere ed evolversi salvaguardando l’ambiente, garantendo adeguati spazi vitali alle specie vegetali e animali, utilizzando fonti energetiche rinnovabili e altro ancora, non dimenticando mai che la Terra è l’unico pianeta su cui, per ora, possiamo continuare il nostro cammino evolutivo. Alcune letture illuminanti su queste tematiche sono: La lunga estate, Il pianeta umano e La Terra dopo di noi.

E dopo l’Antropocene? Forse vivremo il Novacene di James Lovelock, oppure l’Urbanocene di Geoffrey West. Forse il Green Deal europeo indicherà al mondo la strada giusta. Chi scrive spera in un Naturacene Oppure niente di tutto questo perché non avremo invertito la rotta e saremo diventati l’unica specie su questo pianeta ad essersi autoestinta. Ma alla fine, siamo davvero così sapiens? Dimostriamolo.

 

 

 


Fonte immagine in evidenza: Panomax Norimberga, 26.12.2020, ore 08:45 UTC+1, modificata.